Ministero ci ripensa, arriva il “doppio maestro unico”.

logo tuttoscuola.gifTratto da tuttoscuola.com

1. Se il maestro unico… sono due

Adesso è quasi ufficiale: il modello del maestro unico non è prescrittivo e le scuole possono organizzarsi con ampi margini di autonomia.

Dopo che la precisazione era stata riportata all’interno della delibera della Corte dei Conti con la quale era stata dato l’ok alla registrazione del regolamento sul riordino del primo ciclo (dPR 89/2009), ora anche l’atto di indirizzo (in bozza) che dovrà accompagnare l’applicazione del regolamento parla esplicitamente di modello non prescrittivo e di flessibilità organizzativa da parte delle istituzioni scolastiche autonome.

Molte scuole non hanno aspettato quel benestare ministeriale e già in vista del nuovo anno scolastico hanno individuato il modello più comodo: un fitfy-fitfy che prevede l’impiego del docente unico per metà tempo su una classe e per l’altra metà su un’altra, con il reciproco speculare del collega dell’altra classe. Due maestri unici con un orario equamente suddiviso su due classi.

Le ore mancanti per arrivare a 27 o 30 ore settimanali vengono assegnate, per completamento, ad un terzo (o quarto docente) che dovrà comunque lavorare anche su altre classi.

È una soluzione che assomiglia a quella modulare (11 ore per docente in ciascuna delle due classi) che invece il regolamento ha inteso superare, con la sola differenza che il terzo maestro di complemento è fuori modulo.

Se questo modello del maestro unico doppio sarà assunto in modo generalizzato, non si potrà dire che l’autonomia delle scuole non abbia funzionato secondo le aperture ministeriali. Ma una domanda sorgerà spontanea: sarà salva, comunque, l’idea educativa del maestro unico di riferimento che ha accompagnato tra mille polemiche il lancio della riforma Gelmini?

2. Il doppio maestro unico ridimensiona la valenza educativa della riforma?
Se, in nome dell’autonomia delle scuole, il maestro unico sarà doppio in due classi parallele, che ne sarà delle idee di valenza pedagogica che ne hanno accompagnato il lancio mesi fa?

Si è parlato allora di maestro “unico” prevalente, ma, se, secondo le determinazioni autonome, avrà un orario uguale a quello del maestro unico dell’altra classe (11+11 ore di qua e 11+11 di là), non potrà essere un docente prevalente, sarà soltanto paritetico.

Si era parlato di lui come punto di riferimento per gli alunni della classe e delle famiglie, con funzione e responsabilità educative primarie. Ma, se i docenti saranno due con pari orario e pari peso di docenza, chi dovrebbe essere punto di riferimento per le famiglie e tutor per gli alunni?

Si era parlato di funzione di coordinamento della mini-squadra dei docenti della classe, ma come si farebbe ad essere coordinatore in un ruolo alla pari? Lo si assegna al docente dell’ambito linguistico come si fa con il docente di lettere nelle scuole medie (che però ha più ore degli altri)?

Non sappiamo se il ministero, nel definire compiutamente l’atto di indirizzo attualmente all’esame del Cnpi, vorrà chiarire la questione. Se vorrà affermare, cioè, tra i requisiti del maestro unico, autonomamente definito, i principi inderogabili del tutor (docente prevalente, coordinatore, referente educativo), limitando, quindi le soluzioni organizzative alla pari del doppio maestro unico.

In caso diverso, avrebbero buon gioco i critici a classificare quella del maestro unico come soltanto una pseudo-riforma fatta per mascherare l’operazione di taglio di organico.

Ministero ci ripensa, arriva il “doppio maestro unico”.ultima modifica: 2009-07-27T13:39:35+00:00da nogelmini2008
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