TORINO – Il Museo della Scuola a rischio di chiusura

logo lastampa.gif30 Dicembre 2009
12 MILA VISITE NEL 2008 – E’ saltato il contributo di 200 mila euro

Ospitato a Palazzo Barolo, non può far fronte alle spese

Ma l’ampliamento non è stato completato – Appello degli studenti

MARIA TERESA MARTINENGO

Rischia di chiudere il Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia, emanazione della Fondazione Tancredi di Barolo, una tra le collezioni più caratteristiche e, in rapporto al fatto che non è reclamizzata, più visitate della città. La raccolta, ospitata a Palazzo Barolo dall’Opera Barolo, accoglie dal 2002 migliaia di libri, e poi banchi, lavagne, suppellettili e oggetti che ripercorrono la storia dell’istruzione dall’800 alla metà del ‘900, donazione del professor Pompeo Vagliani, appassionato ed entusiasta direttore del Museo.
Lo scorso anno sono stati 12.000 i visitatori, scolari soprattutto: grazie ai biglietti venduti il Museo di via delle Orfane ha potuto sopravvivere nella quotidianità. Ma queste entrate non bastano a garantirne il futuro. Soprattutto dopo quanto è accaduto nel 2008. «Avevamo pianificato l’amplimento – racconta Vagliani – con la parte dedicata al libro per l’infanzia che fino a quel momento esisteva solo nel titolo. Il Comune aveva deliberato un contributo di 200.000 euro che poi, per le ristrettezze finanziarie sopraggiunte, non ha erogato. Noi siamo andati avanti con il contributo della Regione e abbiamo allestito la mostra dedicata all’editrice Sei. Ma l’ampliamento è rimasto incompiuto: ci sono oggetti – belle macchine tipografiche, per esempio – che non possono essere esposti».
La situazione finanziaria – nell’anno della caduta del Premio Grinzane e all’indomani del giorno in cui la giunta comunale ha deliberato milioni per iniziative di carattere culturale – non sembrerebbe impossibile, tenuto conto del fatto che il Museo non ha dipendenti e conta sulla generosa ospitalità gratuita dell’Opera Barolo. «Servono i 200.000 euro promessi e non dati dal Comune per concludere i lavori, 20.000 per estinguere un debito pregresso, 50.000 per la sopravvivenza annuale. Oggi non ce la facciamo più. Abbiamo dovuto fermare la catalogazione dei libri, i fornitori aspettano – dice il professor Vagliani -, le pulizie le pago io, il riscaldamento è a carico dell’Opera Barolo. Andiamo avanti con piccoli contratti di collaborazione e grazie ai tirocinanti di Scienze del Turismo, della Formazione, della Comunicazione, Lettere, Lingue. Ma i laboratori attivi da 7 si sono ridotti a 3: bella scrittura, quello in cui i bambini si trasformano negli scolari del tempo di “Cuore”, e quello di didattica della musica che facciamo con il Regio». Il successo continua grazie al passaparola delle scuole. Un passaparola che porta anche ogni anno studenti da tutta Italia e dall’estero a realizzare al Museo tesi di laurea e ricerche per dottorati. «Quest’anno non abbiamo potuto stampare neppure un dépliant. Resistiamo, si può dire, contro la volontà di tutti. Dimostriamo che si può vivere con poco. Ma c’è un minimo sotto il quale non si va, la luce bisogna pagarla…».
Il professor Vagliani, comunque, continua a battersi per far vivere quella che non considera la sua creatura, ma un valore per il sistema culturale torinese. «La Regione potrebbe aiutarci… Contatti, poi, li abbiamo stabiliti con la Compagnia di San Paolo, con Reale Mutua, che con la Fondazione Crt già in passato un po’ ci ha sostenuti. Sono sicuro, poi, che se il sindaco Chiamparino e l’assessore Oliva venissero a visitare il Museo si renderebbero conto del valore che ha».
I più sensibili in questa situazione si stanno rivelando i bambini che al direttore Vagliani hanno anche proposto di organizzare collette. Gli allievi della scuola Sclopis-Pacchiotti, in particolare, hanno dedicato un numero speciale del loro giornalino al Museo. Una copia la invieranno a tutte le autorità.
TORINO – Il Museo della Scuola a rischio di chiusuraultima modifica: 2009-12-30T15:06:00+00:00da nogelmini2008
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