RIVOLI ITC ROMERO – Piercing fai da te nei bagni della scuola.

logo_lastampatop2.gifALL’ITC ROMERO DI RIVOLI UN GRUPPO DI STUDENTESSE MINORENNI FINISCE NEI GUAI

La pericolosa pratica scoperta dalla denuncia di una mamma

PATRIZIO ROMANO
RIVOLI
Ore 11: lezione di piercing. All’Itc Oscar Romero di Rivoli, lunedì 22, mentre le compagne sono impegnate in una lezione di matematica, due studentesse di prima si infilano nei bagni per farsi il piercing.
Sonia (tutti i nomi delle ragazze coinvolte sono di fantasia, ndr) prima tenta di farne uno su se stessa, poi disinfettato l’ago buca il labbro inferiore di Elisa e le mette l’orecchino. Puliscono tutto, disinfettano le ferite e tornano in classe. Tutto tranquillo. Almeno fino a quando Elisa non sale nella macchina della mamma, che la guarda con tanto d’occhi e le chiede: «E quello cos’è?».
Tra madre e figlia inizia un braccio di ferro. Elisa non vuole mettere in difficoltà l’amica, ma la madre è perentoria: vuole sapere. Alla fine, dopo il racconto, la donna va con la ragazza, 14enne, dai carabinieri. «Non voglio denunciare nessuno – dichiara la mamma -, ma solo portare a conoscenza le autorità di questa pratica». E il racconto che fa al capitano Massimo Pesa, di una normale mattina al Romero, lascia il militare stupito. Non solo ad Elisa è stato praticato un foro con un ago-cannula, usato per i prelievi di sangue, ma Sonia ha curato altre due compagne, che il piercing se l’erano fatto per strada. «L’ho chiesto io di farmi il piercing – confessa Elisa -. La mia compagna mi ha solo praticato il buco». Tutto nel bagno della scuola, usando l’acqua ossigenata procurata da un altro compagno dai bidelli. Poi, dopo questa operazione fai da te, altre due compagne di classe, Sandra e Claudia, chiedono aiuto a Sonia. Pochi giorni prima sotto i portici di via Rombò, si sono bucate le labbra per il piercing. Sentite dai carabinieri raccontano senza problemi che per farsi il foro hanno usato una spilla da balia, bruciata con l’accendino e disinfettata con Amuchina. Un’operazione senza la minima precauzione. Tanto che dopo due giorni una ha il labbro gonfio e violaceo e all’altra dà fastidio il fermaglio. E tutte ricorrono alle cure di Sonia. Alla fine di una lezione vanno insieme nel bagno. Di Sonia si fidano, lei di piercing se ne intende. Ne ha due sulle labbra, uno sulla lingua, uno all’ombelico e l’ultimo ha tentato di piantarselo nel fianco.
Tutti opera sua. Tant’è che nel portatrucchi, fra mascara e rossetto, i militari le trovano anche dei dischetti di cotone sporchi di sangue e di disinfettante. Non chiede nulla per le sue prestazioni, sono piaceri tra amiche. Ma la mamma di Elisa è preoccupata. Quei fori fatti così potrebbero portare infezioni o peggio. «Se ci fossero complicazioni – spiega Anna Maria Baldelli del Tribunale dei minori -, si potrebbe profilare il reato di lesioni colpose. Ma anche la responsabilità civile dei genitori per il danno. Per questo e anche per i rischi sanitari, molto gravi, in cui incorrono i ragazzi, le famiglie devono parlarne e non solo impedire questa pratica».
Al Romero, preferirebbero tacere. «Non è di certo una bella pubblicità – sospira il preside Nicola Coccìa -. Ma noi non possiamo mica vigilare su tutti i bagni». E per le appassionate del piercing non sono all’orizzonte provvedimenti disciplinari. «Nessuno me lo ha chiesto. C’è un proliferare di piercing. In ogni classe, ne abbiamo 36, ce n’è almeno 1».
RIVOLI ITC ROMERO – Piercing fai da te nei bagni della scuola.ultima modifica: 2010-03-02T15:13:00+00:00da nogelmini2008
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