Borse di studio “leghiste” Cota nella bufera

la_repubblica torino.gifIL CASO

La posizione del governatore sui sussidi agli studenti non piemontesi e la norma sui movimenti pro vita in ospedale Il centrodestra si divide e alcuni consiglieri Pdl firmano con l´opposizione. Leo: “Edisu è un’eccellenza”. Cirio: “Ha ragione il governatore”.  La presidente dell’Ente: “Il diritto allo studio è tutelato dalla costituzione”

di OTTAVIA GIUSTETTI

“L’Edisu rappresenta un orgoglio e un’eccellenza storica per il Piemonte, una delle più belle operazioni della giunta Ghigo, e sarebbe sbagliato tornare indietro”: Giampiero Leo, fu artefice nel 2000, insieme a Enzo Ghigo, della grande rivoluzione che ha trasformato l’ente regionale per il diritto allo studio, portandolo a diventare forse il migliore d’Italia. E non ha alcuna intenzione di vederlo trasformare in un apparato di partito della Lega. Maggioranza o non maggioranza.

“Non si deve porre in questione il diritto allo studio per ragioni costituzionali, ideali e strategiche” dice. E insieme ad altri tre consiglieri del Pdl, Raffaele Costa, Carla Spagnuolo, Daniele Cantore, ha scritto un documento che porterà giovedì in riunione di maggioranza, per fronteggiare la decisione del presidente Roberto Cota, di elargire borse di studio, dal prossimo anno, solo agli studenti piemontesi. “Lo sosteniamo appieno nella sua idea di non ridurre i finanziamenti – dice – ma le borse di studio devono continuare a essere pagate al cento per cento degli aventi diritto da qualsiasi regione o Paese essi provengano a patto che siano iscritti in uno degli atenei piemontesi. Piuttosto, il presidente dovrebbe spendersi con i rappresentanti del governo per far sì che le università piemontesi ricevano più fondi dallo Stato visto che sono le più sottofinanziate d’Italia”.

In difesa di Cota, all’indomani dell’annuncio su Youtube, interviene solo l’assessore Alberto Cirio, secondo cui il governatore “ha posto un problema reale e ha invitato a una riflessione giusta nell’interesse di tutti i giovani studenti che risiedono nella nostra regione”. Per il resto è solo una pioggia di critiche. Anche da parte di altri colleghi della maggioranza: Futuro e libertà in una nota rimarca che “la proposta contrasta nettamente con le opinioni del partito, che vuole dare a tutti la possibilità di usufruire di eccellenti poli universitari, come il Politecnico e l’Università degli Studi”. Dall’opposizione Monica Cerutti e Marco Grimaldi, di Sinistra Ecologia Libertà, chiedono “l’immediata smentita delle dichiarazioni e la nomina di un assessore all’Università che sia a conoscenza delle basilari norme e regole delle politiche sul diritto allo studio”. E annunciano opposizione sul fronte politico e sul fronte giudiziario. Accuse di anticostituzionalità dal Pdci e da FdS, che con la consigliera regionale piemontese Eleonora Artesio annuncia una “dura opposizione in aula”. La presidente Edisu, Mariagrazia Pellerino, aggiunge: “È falsa l’affermazione di Cota secondo la quale non sarebbero stati spesi i fondi stanziati lo scorso anno. E non è possibile la sua proposta perché l’articolo 34 della Costituzione tutela il diritto allo studio per tutti una legge dello Stato del 1991 impone alle Regioni di attribuire le borse di studio secondo l’ateneo di iscrizione e non secondo la provenienza”.

(27 ottobre 2010)

Borse di studio “leghiste” Cota nella buferaultima modifica: 2010-11-02T22:16:00+00:00da nogelmini2008
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