Silvio Berlusconi non si fa scrupoli e insulta la scuola pubblica

Diceva Kant che la moralità esige che non si strumentalizzi l’altro per i propri fini, considerandolo solo un mezzo. Ma Silvio Berlusconi non si fa nessuno scrupolo a utilizzare la scuola pubblica pur di tenersi stretta l’alleanza con la chiesa.

Poi, quando la polemica monta, al solito, il Premier dice che le sue parole sono state travisate.

Paolo Cirino Pomicino ha commentato con l’Adnkronos che “se Berlusconi ancora una volta pensa che le sue parole siano state travisate, è tempo che assuma un professore di italiano perché gli faccia analisi grammaticale e logica”.

Berlusconi, nel suo intervento al Congresso dei Cristiano Riformisti, ha detto che “poter educare i figli liberamente vuol dire non essere costretto di mandarli ad una scuola di Stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli”.

Le parole del Premier sono evidentemente ideologiche, perché nella scuola pubblica italiana al massimo c’è il pluralismo e la scuola non è un’istituzione di sinistra, meno che mai, nella stragrande maggioranza dei casi, è una struttura in cui si fa politica in senso stretto.

Ancora una volta Berlusconi ha mostrato di essere disposto a fruttare qualsiasi cosa, in barba a ogni etica, pur di fare i suoi interessi momentanei o a lungo termine, e si è mostrato per ciò che è: una persona che ama il pensiero unico e non tollera per sé e per gli altri un minimo di dialettica.

Berlusconi, cercando di spiegare le sue parole, ha detto che indendeva solo “ricordare e denunciare l’influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verità e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all’educazione dei figli”. Il rimnedio è stato peggiore del male.

Per il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, il Premier ha solo difeso la libertà di scelta educativa delle famiglie. Ci viene da chiedere: “…e la libertà di scelta delle famiglie si difende così?”

“Se la Gelmini fosse un vero ministro,invece che arrampicarsi sui vetri per difendere Berlusconi,dovrebbe prendere atto degli inaccettabili attacchi che ilpremier ha rivolto agli insegnanti e alla scuola pubblica e dovrebbe dimettersi”, ha detto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani.

Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, ha detto che “dire che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno tuttora un ruolo deleterio ideologie politiche contrarie a quelle delle famiglie è insensato, oltre che irresponsabile”.

In Italia purtroppo molte cose sono insensate, così come sono insensati molti comportamenti del Premier, indagato per concussione e prostituzione minorile.

La scuola italiana, in cui ci sono molti mali, ma in cui c’è anche molta gente che fa il suo lavoro con dedizione, passione, senso della missione… non merita un Premier e un Ministro dell’Istruzione di tal fatta.

(Paola O.)

Silvio Berlusconi non si fa scrupoli e insulta la scuola pubblicaultima modifica: 2011-02-28T17:37:00+00:00da nogelmini2008
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